La viticoltura trentina attenta, è sostenibile

Si è tenuto pochi giorni fa il Convegno Sostenibilità e produzione integrata: prospettive per la viticoltura di montagna presso la Camera di Commercio di Trento organizzato da Cervim, Centro di ricerca, studi e valorizzazione per la viticoltura montana. Protagonisti dell’incontro alcuni dei soggetti che hanno reso possibile l’avvio di un progetto importante in Trentino, la produzione integrata in viticoltura attraverso l’adesione volontaria di circa 2.600 produttori vitivinicoli trentini al sistema qualità di produzione Nazionale integrata (SQNPI). I protagonisti sono stati i viticoltori, le cantine e le aziende agricole che hanno contribuito ad ottenere un primo grande risultato, effettuare le verifiche da parte dell’ente di certificazione CSQA.

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Il Consorzio Vini di tutela del Trentino è il primo soggetto associato italiano a coinvolgere un numero importante di cantine, cooperative di primo e secondo grado ed aziende nell’acquisizione della certificazione di produzione integrata e non è poco. Conosciamo bene la strada percorsa insieme al Consorzio di Tutela vini. Trentino Green Network è parte dello staff che con la Commissione di gestione dell’ente di tutela trentino ha realizzato il sistema di gestione di produzione integrata con Mpa solutions, ideatrice del quaderno di campagna on line.

Nulla succede a caso, il 2016 è stata un annata viticola difficile, gli attacchi e la diffusione della peronospera sono stati importanti, ma la gestione della difesa delle malattie e l’autocontrollo nella viticoltura trentina non è partito quest’anno; tutto parte dal Protocollo di difesa volontario utilizzato dal mondo vitivinicolo trentino da più di 20 anni, cornice ideale su cui la qualità della produzione integrata ha preso il via.

L’occasione del Convegno è stata utile per la presentazione del Testo Unico sul vino, approvato in Senato e e che sarà legge a breve, parlare di viticoltura di montagna e vigneti eroici, centrare il focus su come orientare le produzioni viticole con le esigenze di campo, quelle della qualità del prodotto e redditività per il viticoltore. Ciò significa confrontarsi con il contesto internazionale, con le linee guida di difesa delle risorse naturali, dei bisogni del consumatore e del mercato. Le premesse naturali, per una viticoltura sostenibile ed attenta, è la consapevolezza delle caratteristiche del territorio vitato Trentino, unico nel panorama internazionale per dimensioni, caratteristiche e varietà.

Gli interventi del Ministero dell’Agricoltura e del Servizio agricoltura della Provincia a seguire hanno delineato una strada volontaria verso dei metodi di coltivazione delle uve secondo le linee guida nazionali che basano il loro controllo operativo su quanto è inserito, monitorato ed aggiornato dai Disciplinari di produzione integrata.

La ricerca scientifica portata avanti dalla Fondazione E.Mach nell’individuazione dei sistemi ottimali di coltura integrata e l’introduzione di varietà resistenti è un’altra voce significativa per l’individuazione di varietà resistenti e conseguentemente di un buon vino trentino.

La messa in pratica del sistema di qualità nazionale di produzione integrata è sostanziale poiché l’impegno da parte di viticoltori delle cantine e delle aziende è ampio e risponde alle dinamiche di un mercato sempre piu’ sensibile alla qualità intrinseca del vino ed un export attento alla sostenibilità, in particolare in alcuni paesi come Canada e California e retailer esigenti che esigono la tracciabilità delle filiere. 

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